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J. M. BUCHANAN, R.E. WAGNER – La democrazia in deficit

18,00 €

L’eredità  politica di Lord Keynes

Perchè l’interesse del ceto politico e le teorie keynesiane conducono inevitabilmente le democrazie a contrarre debiti pubblici colossali

Edizioni: Armando   Anno: 1997   pag. 234

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La democrazia in deficit uscì nel 1977, in un momento cruciale della situazione politica ed economica dell’Occidente. Nel corso degli anni Settanta si era manifestato infatti un fenomeno non previsto dal dominante pensiero keynesiano: la stagflazione, ovvero una combinazione di alta inflazione e disoccupazione. Gli economisti James Buchanan (futuro premio Nobel) e Richard Wagner intervennero nel dibattito dimostrando che i problemi in cui si dibattevano le economie dei paesi industrializzati non avevano solo cause economiche, ma politiche e istituzionali. I difetti di funzionamento dei sistemi democratici, spiegarono gli autori, si erano grandemente accresciuti da quando le idee di Keynes avevano legittimato l’abbandono dei sani principi tradizionali di finanza pubblica, basati sulla disciplina costituzionale e il pareggio di bilancio. Le tesi contenute in La democrazia in deficit favoriranno quindi un ripensamento delle politiche economiche durante il successivo decennio degli anni Ottanta.

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